Un sistema in piena trasformazione
Chi ha radici italiane e vuole ottenere la cittadinanza per discendenza si trova nel 2026 di fronte a uno scenario radicalmente diverso da quello di tre anni fa. In poco più di dodici mesi si sono succeduti: il Decreto Legge Tajani (28 marzo 2025), la sua conversione in legge (L. 74/2025, 2 maggio 2025), la sospensione immediata di Prenot@mi da parte di decine di consolati, la sentenza della Corte Costituzionale (12 marzo 2026) che ha confermato la riforma, e la nuova legge di riordino approvata dal Parlamento il 14 gennaio 2026.
Il risultato pratico è che la domanda "consolato o comune?" non ha più una risposta unica. Dipende da chi sei, da dove risiedi, da quante generazioni ti separano dall'avo emigrato e — soprattutto — da cosa hai fatto entro il 27 marzo 2025. Questa guida è una mappa.
La riforma ha creato due regimi distinti. Chi aveva un appuntamento confermato da Prenot@mi o dalla sede consolare entro le 23:59 del 27 marzo 2025 segue la normativa precedente (trasmissione illimitata per linea maschile, con le eccezioni pre-1948 per la linea femminile). Chi non aveva quell'appuntamento si trova sotto la nuova normativa che limita l'accesso alla seconda generazione.
Il confronto in sintesi
| Caratteristica | Via Consolato | Via Comune (in Italia) |
|---|---|---|
| Dove si presenta | Consolato italiano nel Paese di residenza | Comune italiano dove si risiede |
| Requisito principale | Residenza nella circoscrizione consolare | Residenza reale e continuativa in Italia |
| Prenot@mi | Sospeso in molte sedi dal 28/03/2025 | Non richiesto |
| Tempi reali 2026 | 5–12 anni (São Paulo), 3–7 anni (New York, Buenos Aires), 2–4 anni (Melbourne) | 90–180 giorni dal deposito |
| Limite generazionale (nuova norma) | Sì, per chi non aveva appuntamento al 27/3/2025 | Da chiarire con circolare ministeriale |
| Costo | Tariffa consolare (~€300) + documenti | Nessuna tariffa comunale + documenti + costi di vita in Italia |
| Residenza in Italia necessaria | No | Sì — reale, non fittizia |
| Termine procedimento | 36 mesi (nuova legge 2026) — ma senza garanzia pratica | 90 giorni (Comuni più veloci: 30–60 gg) |
| Dal 2029 | Ufficio unico MAECI a Roma — procedura cartacea | Invariato |
Via Consolato — la situazione reale
Fino al 27 marzo 2025, la via consolare era il percorso ordinario per la stragrande maggioranza dei discendenti italiani all'estero: si aspettava il proprio turno su Prenot@mi, si raccoglievano i documenti e si presentava la domanda. Lento, ma chiaro.
Oggi la situazione è cambiata radicalmente. La mattina del 28 marzo 2025, il giorno successivo all'entrata in vigore del D.L. 36/2025, decine di consolati hanno pubblicato avvisi urgenti di sospensione: niente nuovi appuntamenti su Prenot@mi, niente accettazione di domande pervenute per posta dopo le 23:59 del 27 marzo 2025. La ragione dichiarata: attesa di istruzioni operative dal MAECI per applicare la nuova normativa.
I tempi reali per sede consolare (stime operative 2026)
I tempi indicati sono stime operative basate su prassi e contenzioso — non dati ufficiali pubblicati dai consolati. La situazione di Prenot@mi varia per sede e si aggiorna frequentemente: alcune sedi hanno riaperto parzialmente dopo la sospensione iniziale del marzo 2025.
| Consolato | Tempi attesa stimati | Stato Prenot@mi (maggio 2026) |
|---|---|---|
| São Paulo (Brasile) | ~10–12 anni | Sospeso |
| Buenos Aires (Argentina) | ~5–7 anni | Sospeso |
| New York (USA) | ~4–6 anni | Sospeso |
| Toronto (Canada) | ~3–5 anni | Parzialmente aperto |
| Melbourne (Australia) | ~2–4 anni | Parzialmente aperto |
| Chicago (USA) | ~3–5 anni | Sospeso |
| Filadelfia (USA) | ~4–6 anni | Sospeso |
| San Francisco (USA) | ~3–5 anni | Sospeso |
La legge approvata il 14 gennaio 2026 (D.d.L. 1683) fissa il termine massimo del procedimento consolare in 36 mesi dalla presentazione della domanda. Un passo avanti sulla carta — ma i tempi di attesa per ottenere l'appuntamento non sono inclusi in questo computo. Chi deve aspettare 10 anni per essere ricevuto, dopodiché avrà altri 36 mesi di istruttoria.
La nuova normativa: chi può ancora fare domanda al consolato
Dopo la riforma, la domanda consolare è ammessa solo per chi rientra in una delle seguenti eccezioni previste dall'Art. 3-bis della L. 91/1992:
Appuntamento confermato entro il 27/3/2025
Chi aveva la conferma email da Prenot@mi o dalla sede consolare entro le 23:59 del 27 marzo 2025 segue la vecchia normativa. Il diritto è "congelato" a quella data.
Genitore o nonno cittadino italiano esclusivo
Chi ha un genitore o nonno che possedeva (o possiede) esclusivamente la cittadinanza italiana — senza aver mai acquisito altra nazionalità — può presentare domanda a prescindere dalla generazione.
Genitore residente in Italia per 2 anni
Chi ha un genitore che ha risieduto in Italia per almeno due anni continuativi dopo aver acquisito la cittadinanza italiana e prima della nascita del richiedente.
Seconda generazione diretta
Figlio o nipote (in linea diretta) di cittadino italiano per nascita. La riforma ha fissato il limite alla seconda generazione per chi non rientra nelle eccezioni sopra.
Via Comune — più veloce, ma con condizioni
La via comune è la presentazione della domanda al sindaco del comune italiano in cui il richiedente risiede. Non richiede Prenot@mi, non ha code consolari e il procedimento si conclude in 90–180 giorni dal deposito. In molti Comuni settentrionali la pratica viene evasa in 30–60 giorni.
Il vantaggio è evidente. Il vincolo è altrettanto chiaro: bisogna risiedere realmente in Italia. Non si tratta di una formalità anagrafica — i Comuni, specialmente quelli con alta pressione di domande jure sanguinis, effettuano verifiche concrete attraverso la polizia municipale. Chi dichiara residenza fittizia al solo scopo di accelerare la pratica commette un reato penale.
Come funziona in pratica
Il richiedente si iscrive all'anagrafe del Comune scelto, attendendo i 45 giorni di legge per il perfezionamento della residenza. Non è necessario il permesso di soggiorno: basta la dichiarazione di presenza. Decorsi i 45 giorni, presenta la domanda con tutta la documentazione genealogica e attende la conclusione del procedimento.
Il Comune deve acquisire dai consolati italiani competenti l'attestazione di non rinuncia alla cittadinanza da parte degli ascendenti. Questa fase — la più lenta — può aggiungere 2–6 mesi ai tempi di istruttoria.
La via Comune sposta la competenza istruttoria al Sindaco del Comune di residenza — ma non elimina i requisiti sostanziali della L. 91/1992 come modificata dalla riforma 2025. Chi non rientra nelle eccezioni dell'Art. 3-bis non può usare la residenza in Italia come alternativa per aggirare i limiti generazionali. La via Comune è più rapida per chi ha già diritto alla cittadinanza, non è una scorciatoia per chi ne è escluso.
La Circolare K.28.1 del 1991 richiama esplicitamente l'Art. 3 del D.P.R. 223/1989: la residenza è la dimora abituale. I Comuni con alto afflusso di domande jure sanguinis effettuano verifiche tramite polizia municipale. Una falsa dichiarazione comporta denuncia penale e annullamento della residenza — con conseguente invalidità della domanda di cittadinanza già depositata.
Quale Comune scegliere
Non tutti i Comuni sono uguali per velocità e organizzazione. Alcuni Comuni del Nord (Milano, Monza, Comuni della Lombardia e del Veneto) hanno uffici di stato civile efficienti e tempi prevedibili. Molti piccoli Comuni del Centro-Sud, pur attrattivi per la "semplicità" burocratica percepita, hanno risorse limitate e possono accumulare ritardi. La scelta del Comune deve essere basata su dove si risiede realmente, non su dove si suppone ci siano meno controlli.
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Casi pratici — chi dovrebbe scegliere cosa
Sotto la nuova normativa, Marcos è alla quarta generazione e non rientra nelle eccezioni dell'Art. 3-bis: il nonno era naturalizzato brasiliano, nessun appuntamento al 27/3/2025. Né il Consolato né il Comune possono riconoscergli la cittadinanza jure sanguinis — il Comune applica gli stessi requisiti sostanziali, non è una scorciatoia. Le strade da esplorare: ulteriore ricerca di eccezioni non ancora identificate, oppure cittadinanza per naturalizzazione dopo 10 anni di residenza legale in Italia. Una consulenza preventiva è indispensabile.
→ Nessun percorso jure sanguinis evidente — consulenza necessariaJennifer ha la conferma email entro il 27 marzo 2025: si applica la vecchia normativa. Il consolato di New York deve rispettare quella prenotazione. Il rischio è che i tempi di istruttoria post-appuntamento siano comunque lunghi. Ha senso valutare se trasferirsi in Italia per qualche mese accelleri la pratica già avviata.
→ Via Consolato — normativa pre-riformaIl padre di Valentina possiede esclusivamente la cittadinanza italiana. Rientra nell'eccezione Art. 3-bis, lettera c della L. 91/1992: la domanda è ammissibile anche senza l'appuntamento del 27 marzo. Deve dimostrare l'esclusività della cittadinanza italiana del padre con documentazione adeguata. Tempi stimati consolato di Buenos Aires: 5–7 anni.
→ Via Consolato — eccezione genitore italiano esclusivoCon quattro generazioni e nessuna eccezione dell'Art. 3-bis applicabile, né il consolato di Toronto né un Comune italiano possono riconoscergli la cittadinanza jure sanguinis: i limiti sostanziali della riforma si applicano in entrambi i casi. La cittadinanza entro 2 anni per questa via non è perseguibile. Luca può esplorare permessi di lavoro in Europa (Carta Blu UE, visto per lavoro autonomo) che non richiedono la cittadinanza italiana.
→ Nessun percorso jure sanguinis — valutare Carta Blu UE o altri vistiIl caso di Sophie è complesso: coinvolge sia il limite pre-1948 sulla trasmissione materna sia la questione del genitore minorenne al momento della naturalizzazione del nonno. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno discusso questi casi nell'udienza del 14 aprile 2026. In attesa del deposito della sentenza scritta, la via giudiziaria davanti al Tribunale Civile di Roma è l'unica che può risolvere il caso.
→ Via giudiziaria — Tribunale Civile di RomaAna Paula è alla terza generazione (nipote diretta di italiano). Sotto la riforma rientra nell'accesso ordinario come seconda generazione dal nonno. Ma il consolato di São Paulo è praticamente inaccessibile. La giurisprudenza ha riconosciuto che l'impossibilità concreta di ottenere un appuntamento consolare legittima il ricorso al Tribunale Civile di Roma — indipendentemente dalla linea genealogica.
→ Via giudiziaria per tempi consolari eccessiviFAQ
Dipende dalla tua situazione. Se avevi un appuntamento confermato via Prenot@mi entro le 23:59 del 27 marzo 2025, si applica la normativa precedente. Se non avevi l'appuntamento, la nuova normativa limita l'accesso alla seconda generazione, salvo eccezioni (genitore/nonno con sola cittadinanza italiana, genitore residente in Italia per 2 anni). Molti consolati hanno sospeso Prenot@mi e non accettano nuove prenotazioni in attesa di istruzioni ministeriali.
Dal momento della presentazione della domanda al Comune, il procedimento si conclude entro 90–180 giorni. Il Comune di Milano indica 90 giorni come termine ordinario. In Comuni più organizzati e con minor carico di pratiche, i tempi possono scendere a 30–60 giorni. La fase preliminare di residenza anagrafica richiede 45 giorni aggiuntivi prima del deposito.
La via Comune (presentazione al Sindaco del Comune di residenza) non è stata eliminata dalla riforma. Tuttavia il Comune applica gli stessi requisiti sostanziali della L. 91/1992 come modificata dall'Art. 3-bis: sposta la competenza istruttoria, non i criteri di accesso. Chi rientra nelle eccezioni della riforma e risiede realmente in Italia può presentare domanda al Comune con tempi molto più rapidi rispetto al consolato. Chi invece non rientra nelle eccezioni non può usare la residenza in Italia per aggirare i limiti generazionali.
Dal 2029 le competenze per i richiedenti residenti all'estero saranno accentrate in un ufficio unico del MAECI a Roma. Le domande dovranno essere inviate direttamente al Ministero, con una procedura prevalentemente cartacea. La fase transitoria (2025–2029) mantiene la competenza consolare ma con un tetto annuo di domande collegato al numero di pratiche definite nell'anno precedente. Chi vuole evitare questa ulteriore complicazione ha interesse ad avviare la pratica adesso.
No. La residenza fittizia è un reato penale (false dichiarazioni a pubblico ufficiale) e i Comuni effettuano verifiche concrete tramite polizia municipale. Chi viene scoperto rischia la denuncia penale, l'annullamento della residenza e l'invalidità della domanda di cittadinanza già depositata. La residenza deve corrispondere alla dimora abituale reale.
L'impossibilità concreta di ottenere un appuntamento consolare è riconosciuta dalla giurisprudenza italiana come condizione che legittima il ricorso al Tribunale Civile di Roma per via giudiziaria — indipendentemente dalla linea genealogica. In questo modo si "saltano" i tempi consolari. È necessario il patrocinio di un avvocato abilitato davanti al Tribunale di Roma.
I figli minorenni acquistano la cittadinanza automaticamente insieme al genitore che la ottiene per jure sanguinis. Per i figli minorenni al 24 maggio 2025 (data di entrata in vigore della L. 74/2025), i cui genitori ottengano il riconoscimento in base a domanda presentata entro il 27 marzo 2025, esiste una specifica finestra di dichiarazione. Attenzione: il termine è stato prorogato al 31 maggio 2029 dalla L. 28 febbraio 2026 n. 26 (che ha convertito il D.L. 31 dicembre 2025 n. 200) — non più il 31 maggio 2026 come originariamente previsto. I figli maggiorenni devono presentare domanda autonoma.